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GIGI DI FIORE Ora c’è anche una decisione del massimo organo di giustizia
amministrativa. La seconda sezione del Consiglio di Stato, presieduta da
Stenio Riccio con estensore Sergio Berlinguer, dice no al ticket per chi
imbarca l’auto a Pozzuoli sui traghetti per Ischia e Procida. Il
provvedimento, che annulla la delibera del Comune, non si riferisce però
alla decisione dell’attuale sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe. È
invece la conclusione di un procedimento amministrativo, avviato
dall’avvocato Massimo Mazzucchiello per conto di un gruppo di napoletani,
contro la delibera di chi, per primo, pensò ai ticket per limitare
imbarchi e traffico a Pozzuoli: il sindaco Vincenzo Figliolia. Quella
delibera venne revocata per le proteste e i ricorsi da più parti. Eppure,
l’idea è stata copiata sia dal commissario prefettizio Vincenzo Madonna
sia dall’attuale sindaco. Ed è proprio al sindaco Giacobbe che l’avvocato
Mazzucchiello ha scritto per chiedere la revoca del ticket sugli imbarchi
disposto il sette luglio scorso. Un’istanza è stata inviata al Comune,
insieme con una copia della decisione del Consiglio di Stato. È un invito
alla revoca immediata per «evitare ulteriori gravami con addebiti e
ipotesi di danni erariali per la restituzione di quanto si andrà
ulteriormente a pagare per la riscossione del ticket». La richiesta,
insieme con la sentenza del Consiglio di Stato, è all’esame dell’ufficio
legale del Comune. Del resto, proprio per evitare problemi e ricorsi, il
sindaco Giacobbe aveva rinviato l’approvazione del ticket, introducendo
alcuni correttivi sulle delibere dei suoi precedessori. Come, ad esempio,
l’esenzione al ticket per residenti di Pozzuoli e delle isole, o
l’introduzione di una fascia oraria tra le 13,30 e le 16,30 in cui non c’è
la gabella che avvantaggia una corsa con la Caremar e due con la Medmar.
Aveva dichiarato il sindaco Giacobbe: «Abbiamo studiato il provvedimento
nei minimi particolari. Sono esonerati anche auto e mezzi di società e di
professionisti con partita Iva residenti a Pozzuoli e sulle isole». I
tartassati restano soprattutto i turisti. Nella sentenza che accoglie il
ricorso straordinario, il Consiglio di Stato parla di «eccesso di potere»
dell’amministrazione comunale. Secondo il massimo organo di giurisdizione
amministrativa il ticket introdotto «non è coerente con i dati del
traffico comunale», non tutela la zona del porto in assenza di percorsi
alternativi. In più, deroghe ed esenzioni sarebbero giustificate solo per
chi risiede nel quartiere portuale «non per tutti i residenti del comune o
di altri centri distanti». Insomma, l’esenzione per ischitani e procidani,
o per altre persone sarebbe ingiustificata. E questa esenzione è prevista
anche nell’ultima delibera del sindaco Giacobbe. Ma non è finita: il
Consiglio di Stato scrive che non ha alcuna logica l’entità della
tassazione e censura l’assenza di controlli ai varchi d’accesso per gli
imbarchi. Per ora, il Comune valuta la decisione e la richiesta
dell’avvocato Mazzucchiello. La scelta è tra non tenerne conto perché
riguarda una precedente delibera, o annullare i ticket per evitare ricorsi
sul presupposto della sentenza del Consiglio di Stato. Già da Ischia, a
partire del comune di Forio, è stato annunciato un ricorso al Tar contro
il ticket per le auto da imbarcare a Pozzuoli. Nel porto, intanto, il
traffico è diminuito. Non si sa se per la crisi del turismo o per il
deterrente di 5 euro per imbarcare auto e moto, 15 per minibus, camper e
roulotte, 30 per i bus turistici. |